{"id":202,"date":"2025-03-18T13:09:34","date_gmt":"2025-03-18T12:09:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fukyomedia.com\/?p=202"},"modified":"2025-03-18T13:09:34","modified_gmt":"2025-03-18T12:09:34","slug":"la-crisi-dell-intermediazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.fukyomedia.com\/?p=202","title":{"rendered":"La crisi dell\u2019intermediazione (e le infinite opportunit\u00e0 che ne derivano)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo ancora, convenzionalmente, nella cosiddetta &#8220;<em>Et\u00e0 contemporanea<\/em>&#8221; che inizia alla fine del 1700 intorno ad accadimenti come la&nbsp;<strong>Rivoluzione Industriale<\/strong>, la&nbsp;<strong>Rivoluzione Francese<\/strong>, le guerre d&#8217;indipendenza americane e via dicendo. La precedente, l&#8217;<strong>Et\u00e0 Moderna<\/strong>, iniziava con la fine del medioevo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>A me appare chiarissimo che questa et\u00e0 sia finita nei pressi del 2010<\/strong><\/em>. Si pu\u00f2 notare come le et\u00e0 precedenti non \u00e8 che finiscano in un esatto momento ma in un periodo di almeno qualche decennio. La fine di questo evo \u00e8 caratterizzata da eventi e cambiamenti importanti iniziati da met\u00e0 anni &#8217;90 fino al 2010: la caduta del muro, la guerra dei Balcani, l&#8217;ascesa culturale dei paesi arabi del petrolio, Maastricht, l&#8217;11 settembre come &#8220;<em>inizio della fine<\/em>&#8220;; poi il passaggio, lo scavallamento con la diffusione di internet, l&#8217;Euro e l&#8217;UE, le &#8220;primavere arabe&#8221; e il punto finale, il triplice fischio all&#8217;et\u00e0 contemporanea ovvero&nbsp;<em>la crisi dei subprime del 2008-2010<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La caratteristica interessante \u00e8 che questo periodo, questi 15-20 anni di fine evo, corrispondono anche al periodo migliore, il fuoco d&#8217;artificio finale, gli anni dell&#8217;edonismo stabilizzato, delle libert\u00e0 acquisite, del benessere e dell&#8217;apparente vittoria delle battaglie dei decenni e secoli precedenti. Il periodo tra il 1992 e il 2010 \u00e8 stato, nell&#8217;espressione culturale intesa in senso ampio, un momento splendido da vivere qui in occidente. I problemi che percepivamo in quel momento, visti dal 2025, erano piccole cose, sciocchezze, lamentele per il caviale di scarsa qualit\u00e0. E anche questo aspetto caratterizza i grandi cambiamenti: lo status quo diventa annoiato, stanco e non ha pi\u00f9 nulla per cui combattere.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">IL TRIGGER DEL PASSAGGIO<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;analisi culturale \u00e8 il miglior modo per capire la salute di una civilt\u00e0 e la nostra oggi \u00e8 una civilt\u00e0 neutralizzata, addormentata, estremamente conformista di un conformismo beota, vuoto, l&#8217;appiattimento sul nulla.&nbsp;<em>E sono sempre pi\u00f9 convinto che la crisi culturale nasca dall&#8217;assenza di guide, di &#8220;ciceroni&#8221;, di quelli che gli anglosassoni chiamano &#8220;gate keeper&#8221;<\/em>.&nbsp;<em><strong>In sostanza, la crisi dell&#8217;intermediazione.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui sta il grande &#8220;<em>trigger<\/em>&#8221; del passaggio dall&#8217;et\u00e0 contemporanea a una nuova epoca: fino agli anni &#8217;10 del duemila l&#8217;informazione era veicolata tramite i media, che avevano necessit\u00e0 di essere credibili, ognuno per il proprio segmento di pubblico. I media pre-internet agivano in modo &#8220;<em>broadcast<\/em>&#8220;:&nbsp;<strong>una sola voce in un determinato spazio-tempo che parla a molti contemporaneamente in una sola direzione<\/strong>, cio\u00e8 dal media al pubblico, con quest&#8217;ultimo che pu\u00f2 solo ricevere in modo massificato, a grandi gruppi. Questo concetto \u00e8 morto e&nbsp;<strong>l&#8217;informazione ormai da una quindicina d&#8217;anni \u00e8 bidirezionale<\/strong>: chi esprime, racconta, informa deve dar conto a chi ascolta perch\u00e9 il pubblico, prima massa informe, ora chiede direttamente e si esprime a sua volta. Di pi\u00f9, quelle che un tempo erano considerate &#8220;<em>nicchie<\/em>&#8221; e quindi non considerate dalla grande comunicazione di massa (perch\u00e9 i media erano pochi e le nicchie tantissime) oggi sono raggiungibili una ad una e sono pure ben monetizzabili.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">LA DISTRUZIONE DELLA CREDIBILITA&#8217;<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All&#8217;inizio andava bene perch\u00e9 i grandi media continuavano a lavorare per essere credibili, che era la loro unica arma, e gli utenti quindi continuavano, nella maggior parte dei casi, a fidarsi pi\u00f9 di loro che dei nuovi media indipendenti, spesso impresentabili e buffi, sempre poco attrezzati rispetto ai colossi dunque poco attraenti per la massa. A un certo punto per\u00f2 il mainstream ha iniziato ad usare le tecniche dei piccoli intravedendo opportunit\u00e0 di monetizzazione semplici (<em>pi\u00f9 click = pi\u00f9 soldi, con una logica ridicolmente semplicistica ed evidentemente sbagliata<\/em>). E cos\u00ec \u00e8 iniziato il percorso di inversione:&nbsp;<strong>i grandi hanno dilapidato la credibilit\u00e0 riducendosi al clickbait e al sensazionalismo<\/strong>&nbsp;mentre diventavano sempre pi\u00f9 economicamente dipendenti dai grandi capitali, che li hanno rilevati uno ad uno e&nbsp;<em>trasformati in organi di propaganda<\/em>;&nbsp;<strong>gli indipendenti hanno rincorso la ricerca di credibilit\u00e0 colpo per colpo, articolo per articolo, contenuto per contenuto<\/strong>&nbsp;e nel tempo hanno conquistato la fiducia delle persone che trovano in un essere umano che ci mette nome e faccia e chiede di partecipare al pubblico per continuare a sopravvivere economicamente un entit\u00e0 pi\u00f9 degna della propria stima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ad oggi la credibilit\u00e0 dei media tradizionali ma anche dei grandi player della cultura<\/strong>&nbsp;(produzioni cinematografiche e relative distribuzioni, etichette discografiche e radio, televisioni, case editrici)&nbsp;<strong>\u00e8 in rosso, percepita ormai da quasi tutti come sola propaganda e veicolo di potere e poteri.<\/strong>&nbsp;Di contro sono cresciute realt\u00e0 dal basso (o dal lato&#8230;) che hanno un&#8217;influenza tale da essere ago della bilancia persino nelle elezioni americane. Sono davvero in pochi quelli che ancora considerano il mondo della content creation come &#8220;<em>la Ferragni che si trucca<\/em>&#8221; e che invece seguono creator indipendenti che propongono contenuti puntuali e interessanti, anche se spesso naif (il che li rende ancora pi\u00f9 desiderabili).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I TRE ELEMENTI DELLA COMUNICAZIONE + UNO<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella comunicazione, scolasticamente, ci sono 3 elementi base:&nbsp;<em><strong>mittente, messaggio e destinatario<\/strong><\/em>. Ma tra il mittente e il destinatario c&#8217;\u00e8 un&#8217;intermediario che trasmette il messaggio, lo porta dall&#8217;uno all&#8217;altro. Prendiamo ad esempio il telefono: io (mittente) devo dire alla pizzeria (destinatario) che stasera saremo in 3 e arriveremo alle 20 (messaggio). Per farlo utilizzo il telefono, un veicolo, un intermediario che trasferisce il messaggio tra me e la pizzeria. Uno strumento che fa un lavoro sporco e nascosto di decriptazione, trasmissione dati, collegamento tramite celle telefoniche e tutto quel che comporta a livello tecnico l&#8217;attivazione di una comunicazione telefonica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I media fanno proprio questo, veicolano un messaggio tra mittente e destinatario ma il loro ruolo non \u00e8 tecnico, \u00e8 concettuale: io utente scelgo una manciata di media che rappresentano determinate caratteristiche, idee, visioni e gli consento di selezionare, scremare, spesso decodificare e sottopormi le informazioni migliori per me tra le tantissime informazioni in giro. Per fare questo, per affidarmi cos\u00ec,&nbsp;<strong>l&#8217;intermediario deve essere percepito credibile, affidabile, onesto<\/strong>. Devo credere che non mi menta, che non alteri la realt\u00e0, che non mi manipoli (anche se poi lo ha sempre fatto, ma il modo molto ma molto pi\u00f9 sottile e subdolo).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cadendo questa impalcatura siamo nel mezzo dell&#8217;oceano: le informazioni sono moltiplicate all&#8217;infinito, il che \u00e8 anche buono, ma non abbiamo idea di come intercettare quelle pi\u00f9 adatte. Andiamo &#8220;<em>a dentoni<\/em>&#8221; (per citare un grande guru foggiano&#8230;) e siamo quindi quasi costretti ad auto-bombardarci di contenuti in ogni momento sperando di essere investiti da uno buono ogni cento e seguirlo individualmente. Potenzialmente possiamo comporci il nostro &#8220;<em>palinsesto<\/em>&#8220;, il nostro quotidiano perfetto ma non abbiamo il tempo e il modo di sondare l&#8217;intera produzione di articoli, podcast, video, post, tweet, infografiche, longform e tutto il producibile su scala mondiale per selezionare solo quelli per noi validi. \u00c8 impossibile. A peggiorare le cose ci si sono messi da qualche anno anche gli &#8220;<em>algoritmi<\/em>&#8221; delle piattaforme social (che sono quelle in cui questi contenuti vengono ospitati) per cui&nbsp;<strong>non basta neanche pi\u00f9 seguire un determinato canale per vederne i contenuti<\/strong>, devi comunque andarteli a cercare uno ad uno.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">UN MOMENTO ESALTANTE<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E qui \u00e8 dove vi aspettate che mi lamenti come Nonno Simpson contro la nuvola.&nbsp;<strong>Invece vi spiazzo: \u00e8 un momento esaltante<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di fronte a noi si para l&#8217;opportunit\u00e0 di costruire l&#8217;era post-contemporanea, di prendere parte attiva in questo cambiamento.&nbsp;<strong>\u00c8 un privilegio toccato a poche generazioni in tutta la storia dell&#8217;umanit\u00e0<\/strong>, quelle che hanno avuto la fortuna di vivere durante i grandi passaggi. Certo, se la vediamo pigramente era meglio stare palle all&#8217;aria negli anni &#8217;70 col posto fisso, grande potere d&#8217;acquisto, villeggiatura e tutto il resto. Per\u00f2 siccome quello scenario \u00e8 esattamente quello che raccontava&nbsp;<em><strong>Paolo Villaggio&nbsp;<\/strong><\/em>in&nbsp;<em><strong>Fantozzi<\/strong><\/em>, io anche all&#8217;epoca non l&#8217;avrei accettato quel modo di vivere e come me molti altri. E quindi per me vivere in questo momento \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 davvero importante e preziosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>La fine dell&#8217;et\u00e0 contemporanea \u00e8 anche la fine dell&#8217;et\u00e0 della tecnica e del determinismo e il ritorno a un umanesimo evoluto che considera al centro dell&#8217;universo non solo l&#8217;individuo ma anche la sua natura spirituale<\/strong><\/em>. L&#8217;evoluzione tecnica ha portato allo strumento delle intelligenze artificiali generative che, per farle funzionare, richiedono dimestichezza e comprensione dell&#8217;intelletto umano perch\u00e9 \u00e8 imitando questo che funzionano. Non si \u00e8 pi\u00f9 esclusi dall&#8217;utilizzo della tecnologia evoluta se non si ha capacit\u00e0 tecnica, conoscenza di linguaggi di programmazione, iperspecializzazione settoriale.&nbsp;<em>Si ha accesso a tutto se si sa usare la logica, comprendere la struttura del ragionamento.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">&#8220;UNA MODESTA PROPOSTA&#8221;<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mia idea \u00e8 che possiamo guadagnarci potere creando nuove forme di intermediazione tra mittente e destinatario, riportando il messaggio al centro di tutto, restituendo fiducia alle persone.&nbsp;<strong>Abbandonare definitivamente quell&#8217;idea classista per cui &#8220;il pubblico non capisce&#8221;<\/strong>&nbsp;e quindi i messaggi si sono via via sempre pi\u00f9 semplificati e sono diventati mere comunicazioni pubblicitarie svelando la propaganda ma essendo ben consci che il pubblico ha invece parlato e decretato: se il messaggio \u00e8 scadente alla fine anche i colossi cadono. I numeri parlano chiaro, dalle vendite\/abbonamenti\/visite ai grandi media fino ai flop di film e prodotti woke, la decadenza della tv e delle radio broadcast appannaggio di podcast e video-podcast. La nascita e la proliferazione anche economica di figure prese in giro qualche anno fa perch\u00e9 &#8220;fanno le dirette dei videogiochi&#8221; e oggi smuovono numeri e capitali che anche TV nazionali si sognano proponendo format e contenuti nuovi e interessanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00c8 un buon momento per essere vivi, \u00e8 un pessimo momento per stare fermi, \u00e8 un momento terribile per rassegnarsi ad accettare e subire i cambiamenti senza proporne.<\/strong>&nbsp;Se vi piace il concetto, vi ci ritrovate o vi incuriosisce seguitemi qui o altrove, sentiamoci, confrontiamoci, lanciamoci in qualche progetto insieme, datemi la vostra visione. Ci ho fatto una start-up su questa visione, direi che ci credo pi\u00f9 di un po&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo ancora, convenzionalmente, nella cosiddetta &#8220;Et\u00e0 contemporanea&#8221; che inizia alla fine del 1700 intorno ad accadimenti come la&nbsp;Rivoluzione Industriale, la&nbsp;Rivoluzione Francese, le guerre d&#8217;indipendenza americane e via dicendo. La precedente, l&#8217;Et\u00e0 Moderna, iniziava con la fine del medioevo. A me appare chiarissimo che questa et\u00e0 sia finita nei pressi del 2010. 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