Il mercato della Roma ha cambiato passo con un’operazione che sposta due centravanti lungo la stessa tratta: Santiago Castro arriva dal Bologna, Artem Dovbyk percorre la strada opposta. È il tema centrale della diretta di Romanisti Senza Radio del 29 luglio, ma la discussione va oltre i nomi e prova a leggere il senso tecnico ed economico delle scelte giallorosse.
L’AS Roma ha ufficializzato Castro il 30 luglio: attaccante classe 2004, 105 presenze e 22 gol con il Bologna, contratto fino al 2031 e maglia numero 9. Dovbyk è passato al Bologna in prestito con opzione di acquisto. Due operazioni collegate, ma non un semplice scambio di figurine.
Castro e Dovbyk: cosa cambia davvero
Il punto di partenza della live è netto: Dovbyk non viene liquidato come un “pacco”. Alla Roma ha attraversato stagioni complicate, cambi di allenatore, sistemi di gioco differenti e problemi fisici che ne hanno limitato la continuità. A Bologna può trovare un contesto più adatto alle sue caratteristiche e tornare a essere l’attaccante che era arrivato in Italia dopo il titolo di capocannoniere della Liga.
Castro rappresenta una scelta diversa: è più giovane, ha margini di crescita e offre a Gasperini un profilo capace di muoversi dentro un reparto offensivo meno rigido. La Roma non sta cercando soltanto una riserva di Malen, ma un gruppo di attaccanti che permetta di cambiare modo di occupare l’area e costruire l’azione.
I conti dell’operazione
Nella parte economica Andrea Menni ricostruisce l’impatto delle due operazioni sul bilancio. Per Castro si ragiona su 30 milioni più 5 di bonus, con un contratto quinquennale da circa 2 milioni netti a stagione: ammortamento vicino ai 6 milioni annui e costo complessivo a bilancio stimato intorno ai 10 milioni per stagione.
Per Dovbyk, invece, la live indica un prestito oneroso da circa 3 milioni, un alleggerimento dell’ingaggio e un’opzione di acquisto collocata tra 18 e 20 milioni. Sono stime discusse durante la trasmissione, non cifre di bilancio comunicate ufficialmente dai club, ma aiutano a capire la logica: abbassare il costo annuale del centravanti e investire su un giocatore più giovane, senza svalutare completamente l’attaccante ucraino.
Meglio una buona squadra ad agosto o una grande squadra a settembre?
La domanda attraversa tutta la puntata. Avere subito i nuovi giocatori aiuterebbe Gasperini a inserire movimenti, scalate e automatismi. Ma chiudere il mercato in anticipo, accettando seconde scelte o condizioni economiche peggiori, non è necessariamente un vantaggio. La posizione emersa nella live è pragmatica: se l’alternativa è tra una rosa soltanto discreta pronta ad agosto e una squadra più forte completata a settembre, conviene aspettare.
Questo non cancella le priorità ancora aperte. La fascia sinistra va ripensata: la partenza di Angeliño verso il Deportivo La Coruña, dopo una stagione condizionata dai problemi fisici, e l’uscita di Salah-Eddine obbligano la Roma a intervenire o a spostare stabilmente Wesley sul lato sinistro. Anche la difesa richiede un innesto naturale, senza continuare ad adattare giocatori fuori ruolo.
Champions League, Settlement Agreement e margini di spesa
La qualificazione in Champions cambia la scala economica della stagione. Menni stima un incremento di ricavi nell’ordine di 70-80 milioni e ipotizza un mercato complessivo superiore ai 100 milioni, potenzialmente vicino ai 150. Anche in questo caso si tratta di un’analisi, non di un budget annunciato dalla società.
Resta il quadro dei vincoli UEFA. Nel giugno 2026 il Club Financial Control Body ha comunicato per la Roma una sanzione da 2 milioni per il lieve superamento dell’obiettivo intermedio e altri 4 milioni per il rapporto tra costi della rosa e ricavi superiore al 70 per cento. Il documento UEFA conferma che la sostenibilità resta parte della partita, anche quando aumentano i ricavi.
Una Roma più forte, non soltanto più veloce sul mercato
La sensazione che emerge dalla puntata è che la Roma stia provando a costruire una rosa più profonda senza essere costretta a sacrificare automaticamente uno dei giocatori principali. Castro è il primo segnale concreto; le prossime mosse sulle fasce e in difesa diranno se l’operazione è l’inizio di un disegno coerente o soltanto il colpo che ha sbloccato l’estate.
La puntata affronta anche la nomina del nuovo CEO, l’amichevole con il Cannes, le dichiarazioni dell’agente Beppe Riso su Mancini, il ruolo di Cristante e il modo in cui giornali e social trasformano ogni passaggio di mercato in una sentenza definitiva.
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Romanisti Senza Radio Live, con Simone Maurovich, Andrea Menni e Valerio Savaiano. Gabriel Stabinger in regia.
